Synthèse visuelle

Mon Claude Monet: l’eau, l’air, les nuages, les Nymphéas

Oltre un en plein air contemporaneo

In “Mon Claude Monet: l’eau, l’air, les nuages, les Nymphéas” gli scenari naturali sono diventati opere in grado di spingersi oltre la superficie della tela, alla ricerca di una nuova
estensione del quadro; in esse è superato il soggetto nel senso più tradizionale del termine, abolito il segno e annullati i contorni delle forme.

Nelle parole di Grace Seiberling, Monet «compie un lavoro di compilazione», lo stesso cui io ho focalizzato almeno inizialmente la mia ricerca, realizzando un close-up sotto la linea dell’orizzonte, in quello spazio acqueo di confine tra cielo e terra, dove l’essere giunge a una dimensione lirico-immersiva.

Le mie opere sono il risultato di un processo in cui “ho voluto fissare” il momento, scomporre in frame l’attimo che fugge semplicemente utilizzando l’elemento cromatico; i paesaggi acquatici sono divenuti pattern di palette rettangolari che trasfigurano gli elementi naturali in colore.

Nell’esperienza reale totalmente “immersiva” oltre che visivo-sensoriale, è stata spesso trascesa la riflessione naturalistica a favore di un’esperienza di pura astrazione; le vedute naturalistiche, cariche di fascino e luminosità, si presentano come Synthèse visuelle, sintesi visive dei mutamenti cromatici ricomposti in un unicum armonicum: composizioni cromatiche di palette-pixel, dimostrando come la visione sia anche un processo del pensiero.

 

Mon Claude Monet: l’eau, l’air, les nuages, les Nymphéas

Beyond a Contemporary En Plein Air

In ‘Mon Claude Monet: l’eau, l’air, les nuages, les Nymphéas’, natural landscapes can go beyond the surface of the canvas, in search of a new extension of the picture. The subject in its most traditional form is overcome, the sign is abolished, and the outlines of shapes are cancelled.

According to Grace Seiberling, Monet ‘carries out a compilation work’, the same on which I focused my research, at least initially, by creating a close-up beneath the horizon line, in the water space between heaven and earth, where our being gets to a lyrical-immersive dimension.

My works are the result of a process in which ‘I wanted to fix’ the fleeting moment, breaking it up into frames by simply using the chromatic element. Water landscapes are now patterns of rectangular boards transforming natural elements into colour.

In the ‘immersive’ visual-sensorial experience of reality, naturalistic reflection has often been transcended in favour of pure abstraction. Naturalistic views, full of charm and brightness, look like a Synthèse visuelle, namely a visual synthesis of chromatic changes reassembled in a unicum armonicum; chromatic board-pixel compositions proving that sight is also a thinking process.

Synthèse visuelle | Monica Gorini