Rivista d’Arte contemporanea. Sezione di Arte
Roma
Testo di Ginevra Bacilieri
Si intitola Synthèse visuelle. Scomporre in frame l’attimo, il diario di una ricerca l’ultimo volume di Monica Gorini, Si tratta – scrive Lorella Giudici, critica e storica dell’arte – del “diario di una ricerca avviata a Parigi nel 2018.
Un viaggio iniziato dai luoghi vissuti da Claude Monet: Etretat, Hon- fleur, Le Havre e infine Giverny. Un lungo viaggio, geografico, botanico e artistico, ricco di emozioni, di immagini, di ricerche e di scoperte”. Due i luoghi per eccellenza dove l’autrice ha compiuto i suoi recenti studi cromatici: La Fondation et Maison Claude Monet,in Normandia, con il bassin di Giverny, e il Vivaio di Latour Marliac a Le Temple sur Lot, dove a fine Ottocento furono ibridate le prime varietà colorate di “nénuphars” della storia. Monica Gorini racconta come nelle migliaia di palette dipinte en plein air abbia fissato “attimi invisibili” dove si apre l’infinito, racchiudendo paesaggi che sfiorano il mito del paradiso terrestre con nuvole, bagliori improvvisi sull’acqua, petali cangianti ma anche percezioni sinestesiche ed emotive. Ma è nello studio sul lago d’Orta che l’artista interpreta, sintetizza, progetta e organizza quella sua personale“ pantonatura della Natura”, dipinta in Francia, in sculture lineari, pulite, rigorose in cui toglie il superfluo per mostrare l’essenza della forma e del colore. I materiali naturali come legno e cera dialogano con l’acciaio e lo specchio, scelti per amplificare le vedute all’infinito. Poi plexiglas colorato e retroilluminato, neon e led a sottolineare il ruolo emotivo, percettivo e poetico della luce, progenitrice di tutte le visioni. Le sculture di Gorini sono frammenti di un Tutto. Costruzioni e decostruzioni geometriche e colorate, tese a celebrare relazioni, somiglianze, corrispondenze in cui la Natura, soggetto prediletto dall’artista, Wunderkammer ante litteram, manifesta scenari variegati e meravigliosi.
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Tracking this excerpt as a reference, in hercuratorial text Lorella Giudici, critic and art historian explains: “The volumewritten by Monica Gorini is the diary ofa research that began in Paris in 2018. Ajourney that began from the places experienced by Claude Monet: Etretat, Hon-fleur, Le Havre and finally Giverny. A long, geographic and artistic journey full of emotions, images, research and discoveries enclosed between the pages of the volume in an engaging, fresh, immediatenarrative, rich in cultural and human re-ferences”. There are two significant places where the author has made her chromatic studies: La Fondation et Maison Claude Monet, in Normandy with the Giverny basin and the Latour Marliac Nursery in Le Temple sur Lot, where at the end of the nineteenth century were hybridized the first colored varieties of “Nénuphars”. Monica Gorini tells how in the thousands of palettes painted en plein air she has fixed “Invisible Moments” where the Infinite opens itself, enclosing landscapes that touch the myth of paradise with clouds, sudden flashes on the water, iridescent petals but also synesthetic and emotional perceptions. However, it is in the studio on Lake Orta that the artist interprets, synthesizes, designs and organizes her personal view of Nature, painted in France, in linear, clean, rigorous sculptures in which she removes the superfluous to show the essence of form and color. Natural materials such as wood and wax dialogue with steel and mirror, chosen to amplify the views to infinity. Then colored and backlit Plexiglas, neon and Leds to emphasize the emotional, perceptive and poetic role of light, progenitor of all visions. Gorini’s sculptures are fragmentsof a Whole. Geometric and colored constructions and deconstructions aimed at celebrating relationships, similarities,correspondences in which Nature, Wunderkammer ante litteram, manifests varied and wonderful scenarios.