Color notes from the Jardin d’eau de Giverny, 2019
watercolor on paper
cm 120 x 45 

Notebook pages painted en plein air. They are the conceptual synthesis of the landscape shown in the photographic print Jardin d’eau de Giverny. Text taken from the diary published in Synthèse visuelle. Breaking down the moment into frames. The diary of a quest.

“I am attracted to the liquefaction of reflected forms. To obtain the base of the range of dark and muddy colours of the water in the fore- ground I add maroon to the green, red, black, adding small quantities of cadmium yel- low, reddish Naples yellow, Verona green blue of Prussia, toned down with black and ochre, then white, a drop at a time, to create analogous and non-contrasting colours. I continue until I get an incredible quantity of degrees of chiaroscuro. Then I lighten the palette by gradually abandoning the dark colours because, from the middle of the image upwards, I apply greens mixed with pinks and purples brightened by bright yellows. I’m able to read even the slightest possible tonal variations, because my pro- pensity for performing spiritual exercises has trained my gaze. In the sage greens at the centre I also see an extraordinary quantity of tones of grey. It is not at all true that grey is a difficult colour, without strength. It has never left me indifferent because it is easy to make it become eloquent, as I am going to do in the proportion white : black = ¼ : ¾. I will use it as a base colour and then guide it towards the splendid tints contained in the leaves of the water lilies, at the centre of the snap.

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Pagine del taccuino dipinto en plein air. Sono la sintesi concettuale del paesaggio mostrato nella stampa fotografica Jardin d’eau de Giverny. Testo tratto dal diario pubblicato in Synthèse visuelle. Scomporre in frame l’attimo. Il diario di una ricerca.

«Sono attratta dal liquefarsi delle forme riflesse. Per ottenere la base della gamma di colori scuri e fangosi dell’acqua in primo piano sommo il marrone al verde, al rosso, al nero, aggiungendo di volta in volta piccole quantità di giallo cadmio, giallo di Napoli rossastro, verde veronese, blu di Prussia, smorzati con il nero e l’ocra, poi bianco, una punta per volta, in modo da creare colori affini e non contrastanti. Continuo fino ad ottenere tutta un’incredibile quantità di gradi di chiaroscuro. Poi schiarisco la tavolozza abbandonando progressivamente i colori bui perché, dalla metà dell’immagine in su, si dispiegano i verdi misti ai rosa, ai porpora schiariti dai gialli luminosi. Sono in grado di leggere fino alle minime variazioni tonali possibili perché la mia propensione a svolgere esercizi spirituali ha allenato il mio sguardo. Nei verdi salvia al centro intravedo anche una straordinaria quantità di toni di grigio. Non è per niente vero che il grigio è un colore difficile, senza forza. Non mi ha mai lasciato indifferente perché è facile farlo diventare eloquente, come mi accingo a fare nella proporzione bianco: nero = 1/4 : ¾. Lo utilizzerò come tinta base per poi condurlo alle splendide tonalità contenute nelle foglie delle ninfee, al centro dello scatto.